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304 – La smettiamo di chiamarli podcast?

La smettiamo di chiamarli podcast?

Questo non è un podcast, è una serie video, distribuita online. Le interviste video che vediamo fare online dai vari personaggi sono interviste distribuite online. Non si chiamano podcast. Se sono una dopo l’altra, di una serie, si chiamano “serie di interviste”. Troppo lungo? Chiamiamole inviste, videoviste, pippero, come vi pare, ma non chiamiamole podcast. Perché podcast ha un altro significato.

Vedete a volte sembra che voglia fare sofismi ma non è così. Il problema è che con certe cose ci sono vissuto e poi a un certo punto dopo anni, arrivano nuove persone online, e capendone poco chiamano le cose col nome sbagliato. Quello che arriva dopo non sa che è sbagliato e lo copia e così per ogni nuovo utente. Alla fine è come se piano piano le persone chiamassero le automobili tavolo! Che tavolo guidi? Oh io ho una Ferrari! Ah bel tavolo! E tu li guardi come una mucca che vede passare un treno! E se dici, scusate, ma quella non si chiama tavolo, è un’automobile… Ti dicono che ormai quella cosa a quattro ruote si chiama tavolo, che l’ha sempre chiamata così e che devo smetterla di fare sofismi.

Mi è successo con tante parole. Metaverso. Snow Crash, uno dei miei romanzi preferiti, il metaverso era un mondo 3D parallelo, senza proprietari, decentralizzato e utopico per l’organizzazione della società. Poi un giorno Zuck decide di chiamare metaverso qualsiasi cosa 3D immersa. O quando senti dire “sul web” riferendoci a qualsiasi cosa online… app, chat… senza che si riferisca davvero al web. Che come sappiamo si riferisce al World Wide Web, ovvero tutto quello che vedi dentro un web browser, non un’app!

Ed eccoci a podcast. La parola nasce nel 2004. La conia Ben Hammersley sul Guardian. È la fusione di iPod e broadcast. iPod, il lettore Apple che ci mettevamo in tasca. Broadcast, la trasmissione. Esisteva anche il vodcast, per l’equivalente ma video. Video on demand più broadcast (da trasmettere). E la trasmissione avveniva tra la fonte online e il dispositivo offline! Se avevi un podcast, caricavi le puntate e periodicamente venivano scaricate sui vari dispositivi in locale.

Podcast e vodcast erano la stessa idea: scaricare contenuti da un feed RSS mentre eravamo connessi, per ascoltarli o vederli da disconnessi. In treno, in aereo, in macchina, mentre correvamo. Eravamo abbonati a una fonte, non a una piattaforma, nessun algoritmo in mezzo.

Oggi chiamano podcast qualsiasi cosa. Due persone davanti a un microfono, riprese da tre telecamere, caricate su YouTube. E lo chiamano podcast! Anzi, lo guardiamo connessi, in streaming, dove ce lo serve l’algoritmo dei social. Quello è un video, altro che podcast. Continuiamo a rubare le parole alle cose che le hanno inventate.

Le parole portano una storia. Quando le svuotiamo, perdiamo la storia e la precisione. E quando perdiamo la precisione, vince chi non le conosce e ci confonde.

Voi cosa ne pensate?

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