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60 – Ogni lavoro umano verrà cambiato o eliminato

Ogni lavoro umano verrà cambiato o eliminato. Non tra dieci anni. Molto prima.

Lo dice Jensen Huang, CEO di Nvidia. Non è una previsione. È un piano.

L’uomo che fornisce i chip a tutte le AI del mondo l’ha detto chiaramente: trasformeremo tutto ciò che può essere automatizzato. E toglieremo di mezzo il resto. Nessuna zona franca. Nessun settore immune. Nessuno escluso.

È il mercato del lavoro riscritto dalle macchine. Ma stavolta non tremano le fabbriche. Tremano gli uffici, le scuole, gli ospedali, le redazioni. I lavori di concetto. Le professioni intellettuali. Quelle che si credevano intoccabili.

Perché se i robot umanoidi faranno quello che oggi fa l’AI generativa, vuol dire che ogni automa potrà imparare un mestiere fisico in pochi secondi. Non tra vent’anni. Ora.

Chi si salva? Solo chi cambia pelle. Chi si integra con l’AI. Chi diventa complementare, non sostituibile. Tradotto: o impari a lavorare con le macchine, o le macchine lavorano senza di te.

Voi cosa ne pensate?

È un’ondata. Non aspetta nessuno. Chi non reagisce, viene spazzato via.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.