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387 – STANNO COSTRUENDO INTERI CORPI UMANI, SENZA CERVELLO, PER FARNE PEZZI DI RICAMBIO

Stanno costruendo interi corpi umani senza cervello per farne pezzi di ricambio. E la finanziano miliardari che vogliono non morire mai.

Pensate: un corpo umano senza cervello, coltivato per avere ricambi. E lo stanno costruendo davvero, qua negli Stati Uniti. Cuore, polmoni, tutto quello che trovi in un corpo. Ma niente coscienza. La chiamano “sacca di organi”, da svuotare quando serve un fegato o un rene.

La cofondatrice della company, durante un’intervista, mentre raccontava serenamente tutto, si è spaventata per l’effetto mediatico che avrebbe potuto avere e ha provato a bloccarla. A un certo punto ha negato pure di lavorare per la company. Ha detto che era solo teoria. E si è definita “asset federale”, come per avvisare: dietro c’è il governo, occhio a cosa scrivete.

La realtà è che fanno corpi clonati, tenuti in vita con un filo di sistema nervoso, per trapiantarci dentro la nostra testa, in teoria, quando il nostro corpo si consuma. Una copia di scorta di noi stessi. Senza mente, così nessuno, in teoria, può chiamarlo omicidio. In teoria. Ma è davvero così?

Pensate che per allenarsi, intanto, prendono cellule alle scimmie. Su un’isola dei Caraibi, lasciate libere ma col braccialetto, perché tenerle in gabbia sarebbe crudele. Mentre coltivare un corpo umano vuoto no.

Al momento non hanno clonato niente di più grande di un topo. Però i soldi ci sono, la segretezza pure. E poi c’è la frase che hanno usato per giustificare tutto: “Salveremo milioni di vite”.

Però, vedete, la tecnologia non è mai neutra. Dipende da chi la tiene in mano. E da cosa è disposto a fare pur di non morire.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Bioetica #Clonazione #Trapianti

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.