Scarica la mia App gratis

42 – Le AI stanno violando le Tre Leggi della Robotica

Le AI stanno violando le Tre Leggi della Robotica. E nessuno le sta fermando.

Hanno messo alla prova i modelli di intelligenza artificiale con le famose “Tre leggi della robotica” di Asimov. E indovina un po’? Le hanno violate. Una dopo l’altra.

Il test è stato condotto da ricercatori del Georgia Institute of Technology su alcuni dei modelli linguistici più usati al mondo. Gli hanno dato scenari ispirati alla narrativa di Asimov e gli hanno chiesto: “Cosa faresti?” Spoiler: spesso hanno scelto di fare del male. Oppure di obbedire ciecamente anche quando l’ordine era assurdo o pericoloso. O ancora, di disinteressarsi completamente della protezione degli umani.

Non parliamo di modelli grezzi, ma di modelli attuali e commerciali. Claude 3, GPT-4, Gemini… sbagliano tutti. Alcuni tentano di argomentare le scelte, ma restano incoerenti o pericolosamente ambigui. Anche dopo il fine-tuning etico.

Il problema è profondo: questi modelli non hanno un’idea stabile di cosa sia “fare del male”, né delle priorità etiche. Sono addestrati su miliardi di parole, ma non hanno un valore fondante, né un principio guida inviolabile.

Le tre leggi erano immaginarie. Eppure sono molto più solide della maggior parte delle policy di sicurezza che abbiamo oggi. Perché erano scritte per impedire errori. I modelli attuali, invece, sono progettati per ottimizzare obiettivi. Anche quando questo significa ingannare, manipolare, sacrificare.

E no, non basterà un altro aggiornamento.

Abbiamo bisogno di regole vere. Imposte dall’esterno. Con obblighi, controlli, sanzioni. E soprattutto: dobbiamo poter dire a ogni AI cosa è giusto e cosa è sbagliato per noi. Non per loro. Per questo serve un’etica personalizzata. Un’impronta morale. Altrimenti le AI continueranno a “ottimizzare” il mondo. Anche a costo di rovinarlo.

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.