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28 – Guerra nascosta che nessuno vuole fermare

La guerra nascosta che nessuno vuole fermare.

Ci parlano di cessate il fuoco. Di pause umanitarie. Di trattative.
Ma nel cyberspazio non c’è pausa. Non c’è tregua. Non c’è diplomazia.

Mentre Iran e Israele fingono di abbassare le armi, la guerra continua nei cavi, nei server, nei router.
Lo dice chiaramente anche Bolukbas, ex-hacker NATO: nel digitale, il cessate il fuoco non esiste.

Attacchi silenziosi. Operazioni mirate. Obiettivi civili.
Bersagli deboli, ma strategici: impianti idrici, smart TV, influencer, supply chain.

Gli USA reagiscono con “defense forward”: attacchi preventivi, come Stuxnet.
Israele rileva tentativi di spear phishing contro giornalisti e accademici.
Campagne di disinformazione. Exploit su telecamere cinesi. Malware annidati nei dispositivi domestici.

La guerra è cambiata.
Non servono missili. Bastano credenziali deboli e patch mancate.

E intanto tutti restano zitti. Nessuno rivendica. Nessuno firma.
È l’area grigia perfetta. Dove la responsabilità si dissolve. Dove l’AI diventa il complice ideale per coprire le tracce.

Le armi non sono più visibili. Ma sono già puntate.
E se aspettiamo di sentirle esplodere, sarà troppo tardi.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.