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USA: un politico ha creato un deepfake di un suo avversario

Negli Stati Uniti, un politico ha creato un deepfake di un suo avversario e lo ha mostrato durante una presentazione alla Commissione Giudiziaria del Senato. Ha voluto così dimostrare quanti danni possono fare l’intelligenza artificiale e la tecnica del deepfake, soprattutto in ambito politico e nei processi democratici.

La dimostrazione serviva a convincere i colleghi a votare una legge per vietare l’uso di contenuti contraffatti artificialmente che abbiano come protagonisti i politici. Il politico clonato è stato scelto per il deepfake proprio perché contrario a questa legge.

Voi cosa ne pensate di questa trovata? Non crea ancora più confusione vedere politici che realizzano deepfake di altri politici per mettere in guardia proprio dai deepfake?

Di democrazia a rischio a causa dell’intelligenza artificiale parlo nel mio ultimo libro Cyberumanesimo.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.