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Se l’AI dice di no

C’è un #programmatore su X che ha raccontato una cosa strana che gli è successa.
Dice che stava lavorando con un editor AI per il coding e, a un certo punto, ha chiesto all’AI di scrivere un pezzo di codice al posto suo. E la macchina gli ha risposto più o meno così: «No, non posso scrivere questo codice perché sarebbe come fare il tuo lavoro. Scrivitelo da solo, almeno impari meglio».

Probabilmente è solo una storia inventata, credo, ma apre a un discorso molto più serio.

Perché il vero problema è: cosa succede se le macchine, ormai guidate dalla #AI, cominciano davvero a dirci di no?

Se, per esempio, saliamo in auto e lei non vuole portarci dove decidiamo noi?
O peggio: se un robot chirurgo, durante un’operazione delicata, si ferma all’improvviso perché siamo di una religione diversa da quella del programmatore che lo ha creato?

Non è fantascienza, ma un rischio reale, se lasciamo che siano altri—programmatori, aziende o interessi vari—a decidere al posto nostro cosa è giusto o sbagliato.

Insomma, se oggi sorridiamo per un codice non scritto, domani potremmo trovarci davanti problemi ben più seri.
È per questo che dobbiamo tenere sempre ben stretti in mano noi il timone: le macchine devono restare strumenti, non decidere per noi.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.