Scarica la mia App gratis

391 – COME NON FARSI SOSTITUIRE DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Come non farsi sostituire dall’Intelligenza Artificiale? Allora, un consulente che conosco qua a New York mi ha detto che vendeva report sui competitor a 3000 dollari l’uno. Oggi i suoi clienti hanno capito che con l’AI possono farselo da soli.

E se lo fanno? Male, ma se lo fanno! Però lui non ha aspettato di perderli, ed è lì il punto.

Ha cambiato offerta. Stesso report, 500 dollari, pronto in due giorni con l’aiuto dell’AI. Però lui lo fa bene perché sa interpretare il risultato, lo corregge, sa cosa bisogna fare.

Guadagna meno a pezzo, però ha acquisito più clienti. Perché vedete, l’AI aiuta anche lui, ma lui sa cosa vuole ottenere. Sa dove cercare, sa come capire quando il risultato è sbagliato.

E chi lavora in proprio probabilmente deve fare questo. Se il servizio che vendiamo oggi il cliente può farselo da solo con l’AI in un decimo del tempo, non si può combattere l’AI.

Bisogna cambiare l’offerta prima che il cliente se ne vada. Quindi riduciamo il prezzo, integriamo l’AI nel processo e consegniamo più veloci, vendiamo quello che l’AI da sola non dà.

L’esperienza, il saper dove guardare, la responsabilità sul risultato. Vedete, prima il cliente pagava la fatica, adesso paga il giudizio. Chiaramente per chi è un dipendente il discorso cambia, no?

Perché il cliente da convincere è l’azienda. Ma in fondo non cambia così tanto. Pensate che Coinbase a maggio ha tagliato circa 700 persone, il 14%, dicendo apertamente che l’AI ha cambiato il modo di lavorare.

E sapete chi è rimasto? L’AI, per fare in due giorni quello che il team faceva in due settimane. Per cui io credo che in azienda restino soprattutto quelli che costano meno di quello che producono.

E con l’AI la produzione personale può moltiplicarsi. Per cui guardiamo il nostro lavoro pezzo per pezzo. Quello che una macchina fa già meglio di noi, glielo lasciamo e ci prendiamo il resto.

Decidere, coordinare, guardare un cliente negli occhi, accorgersi dell’errore prima che costi caro. Perché vedete, anche quando un’azienda passa da 100 persone a 10, dentro restano gli ego, la politica, i capi.

L’AI non ha mica un ego, i colleghi sì. E capire le persone conta più che scrivere un buon prompt. Per cui chi usa ogni giorno l’AI diventa difficile da sostituire.

Chi la evita diventa facilissimo.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.