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390 – QUI IN AMERICA HANNO VIETATO I ROBOT CINESI. MA I MODELLI AI NON POSSONO VIETARLI FACILMENTE

Allora, qua negli Stati Uniti dalla settimana scorsa non si importano più robot umanoidi e quadrupedi cinesi. La FCC li ha infilati nella lista delle apparecchiature che rappresentano un rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale, insieme agli inverter connessi, quelle scatole che collegano pannelli solari, batterie e data center alla rete elettrica. Cose critiche. Nel documento la Cina non compare mai, si parla di dispositivi prodotti all’estero, però poi se guardi chi li fabbrica.

Comunque la motivazione ufficiale regge, questo bisogna dirlo, perché un robot in rete riceve aggiornamenti, ha telecamere, mappa i corridoi di un magazzino, di un data center, e un inverter connesso può essere spento da remoto, creando problemi enormi. Ne ho già parlato con i droni, il meccanismo è lo stesso: un oggetto che dipende da software che qualcun altro ha creato è un oggetto che qualcun altro può fermare.

Poi c’è la parte economica, che non è stata scritta chiara, perché il divieto vale solo su dispositivi nuovi, chi l’ha già comprato mica lo deve restituire, se lo tiene. Il concetto è che tutto questo serve a spostare le fabbriche in America, e questo l’hanno detto chiaramente.

Ma c’è un però grande, perché un robot lo blocchi alla dogana, ma un modello di Intelligenza Artificiale no. E infatti alla Casa Bianca stanno valutando da settimane di vietare anche i modelli cinesi a pesi aperti, cioè quelli che scarichi, che fai girare sui tuoi server, quelli che uso anch’io per molte delle mie Intelligenze Artificiali locali. Su OpenRouter, la piattaforma dove gli sviluppatori scelgono quale Intelligenza usare da remoto, la più famosa, quella che ha più modelli, i modelli cinesi ormai valgono circa il 46% del traffico, contro circa il 35% di quelli americani. DeepSeek da solo sta a circa il 17%, e il 27 luglio Moonshot ha pubblicato i pesi di Kimi K3, che ha prestazioni incredibili, frontiera a una frazione del prezzo.

Molti hanno spostato tutto su un self-hosted, io compreso, cioè abbiamo comprato macchine potenti, la mia ha 256 GB di RAM, ma ce ne sono di molto più potenti, per evitare questi problemi o per tagliare i costi rispetto all’acquisto della stessa cosa via cloud.

Peraltro un file di pesi si copia, ed è già su migliaia di dischi, è già nel mio computer, è già su repository pubblici, su server aziendali, magari dentro reti chiuse che nessun ispettore vedrà mai. Ed è difficile che vietino per chi li ha già scaricati. Vietarlo significa, in fondo, punire le aziende americane che l’hanno scaricato, e quindi non avviene, anche perché il file poi sarebbe disponibile ovunque. Diciamo che è più facile che vietino l’accesso agli stessi modelli via cloud.

Noi in Europa siamo bravi a fare le leggi, ma in questo caso stiamo un po’ a guardare, perché il mercato si sta spaccando in due, e compriamo da tutti e due i lati, senza costruire qualcosa di grosso. Ogni tanto c’è qualche fuffaguru che dice di aver fatto l’Intelligenza Artificiale per la sovranità tecnologica italiana, ma non è così: ci vogliono centinaia di milioni per addestrare modelli seri. A volte fanno modelli piccoli piccoli, giusto per dire che li hanno fatti, ma che poi di fatto sono inutilizzabili.

Vedete, la sovranità tecnologica si costruisce con energia, con chip, con capitali, con data center. Lo dico da vent’anni, non sono l’unico.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Robot #Cina #Sicurezza

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.