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432 – LA CALIFORNIA VIETA LO SCORRIMENTO INFINITO SOTTO I 16 ANNI

Un ragazzo di 16 anni si è tolto la vita dopo lunghe conversazioni con ChatGPT. Adesso una legge porta il suo nome. Si chiama Adam’s Law, l’ha firmata Gavin Newsom, il governatore della California, e mette un tetto all’uso di chatbot da parte dei minori. E obbliga pure controlli di sicurezza.

Ma è una delle 13 leggi firmate insieme, tutte sui ragazzi, tutte su come le aziende tecnologiche costruiscono i prodotti per loro. E la più forte tocca lo scorrimento infinito. Sotto i 16 anni sparisce. Il feed che continua sempre è disegnato per non farci staccare. Funziona con noi adulti e con un 14enne purtroppo funziona meglio.

Poi giocattoli, peluche, robottini con un chatbot dentro, parlano col bambino e rispondono. Fermi per 4 anni. Una moratoria intera, prima ancora di vederli sugli scaffali. Molto bene. E regole dure sul materiale pedopornografico ovviamente generato con l’Intelligenza Artificiale. Ottimo.

Però da fuori sembra la solita storia. Cioè, lo Stato regola e le aziende protestano. E le reazioni invece si dividono. Perché OpenAI ha appoggiato le regole sui chatbot. Cioè, quelle scritte addosso a lei. Meta ha sollevato dubbi sulle restrizioni ai feed. Cioè, quelle scritte addosso a lei. Gli argomenti sono privacy e libertà di parola. E insieme a Meta ci sono anche gruppi per i diritti digitali, chiaramente. E lì l’obiezione però, se ci pensate, ha un peso vero. Perché decidere per legge come si scorre uno schermo è un precedente.

Però Meta arriva a questa discussione con un accordo da 18 miliardi di dollari appena chiuso. Chi ha pagato 18 miliardi per il modo in cui trattava i ragazzi, oggi spiega perché il feed va lasciato com’è. Meta e OpenAI hanno sede in California. Quello che devono disegnare per i ragazzi di lì diventa poi spesso però il prodotto per tutti. Perché costa meno fare una versione sola, no? E gli altri Stati hanno già un testo da copiare.

Vedete, per anni ci siamo detti che con i figli la regola la mettiamo noi. Il tempo davanti allo schermo. Le app permesse. Però intanto il feed era progettato per vincere quella partita. E adesso fortunatamente a cambiare è il prodotto. Nostro figlio può restare com’è.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Minori #SocialMedia #Privacy

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.