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430 – IL PROBLEMA NON È CHE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CI RENDE STUPIDI

Vedete, il giorno che l’Intelligenza Artificiale sbaglia con la frase perfetta, non ce ne accorgiamo. Perché non c’è niente che stona. La grammatica è giusta, il tono è giusto, i passaggi sono ordinati e la risposta arriva in 3 secondi. Tutto quello che di solito ci fa insospettire, lì non c’è.

Prima era diverso, no? Si faceva una ricerca e tornava una lista. Magari il sito ufficiale, il forum, oppure quello che vuole vendere qualcosa. Il giornale, veniva fuori il tizio col blog. Brutta da guardare, eh, quella lista. Però diceva da dove venivano le cose. Sceglievamo noi di chi fidarci. Sceglievamo male un sacco di volte, però sceglievamo.

E adesso arriva una voce sola. Ma senza alcun indirizzo. Allora, io le uso tutto il giorno, no? E quando chiedo qualcosa che conosco bene, gli errori li vedo subito. Ma quando chiedo qualcosa che non conosco, e sono tante le cose che non conosco, non ho nessun modo di vederle. So che soprattutto chiedo quello che non conosco. Se no non chiederei, no?

E qualcuno starà pensando: vabbè, ma io controllo, no? Sì, ma io controllo. Controllare cosa vuol dire in pratica? Aprire una fonte, guardare chi l’ha scritta, capire se ha un interesse, confrontarla con un’altra. È un mestiere, come tutti i mestieri. Sta in piedi solo se lo si pratica, no? Basta che smettiamo di praticarlo per un anno e non è che diventiamo scemi. Diventiamo lenti, proprio lì. Nel punto in cui servirebbe essere veloci.

E funziona meglio quando è comoda, o no? Perché nessuno rinuncia a una risposta chiara e immediata per andarsi a leggere 4 pagine noiose. Io per primo, a volte. Quindi non ci stiamo abbassando il quoziente intellettivo. Ci stiamo togliendo l’abitudine di chiedere le prove. E senza quella, una risposta plausibile e una risposta vera hanno lo stesso identico aspetto oggi.

Per cui, quando la risposta conta ed è importante, chiediamo anche da dove viene. E apriamo il link davvero. Non solo per vedere che è lì. Se il link non c’è, questa non è informazione. Probabilmente è solo una voce. Magari inventata da lei. Succede sempre così. Con le cose comode. La prima capacità che perdiamo è quella che serviva proprio a controllare.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Verifica #Fonti #Informazione

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.