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435 – OCCHIO… IL 20X DI CLAUDE VALE CINQUE ORE, NON UNA SETTIMANA

Chi paga 200 dollari al mese per Claude, in una settimana ottiene il doppio di chi ne paga 100. Non 4 volte come molti pensano.

La questione è complessa perché sulla pagina c’è scritto 5x e 20x, per sessione di 5 ore. E quel numero è assolutamente vero. E sulle 5 ore funziona davvero, è tutto vero. Falso, è il conto che facciamo tutti quando lo leggiamo. 20 diviso 5 è uguale 4 volte di più. Al mese. Ma quel 4 non l’ha mai promesso nessuno. Infatti non c’è.

Il motivo è che i due tetti misurano cose diverse. Il 20x dice quanto posso spingere dentro 5 ore. Ed è velocità, no? Il tetto settimanale invece dice quanto ce n’è in tutto ed è quantità. Spingere più forte non aggiunge niente al totale della settimana, anzi lo consuma prima. Quindi con 20x il muro settimanale arriva prima, non più tardi. E con il 5x ci arrivo più lentamente. E il muro sta però quasi nello stesso posto.

Le ore, quando i tetti settimanali sono stati introdotti, erano scritte. Da 140 a 280 ore per Sonnet. Questo per il piano da 100 dollari. E da 240 a 480 per quello da 200. Fra i due non c’è mica un 4. C’è meno di un 2.

Quel tetto però sul cartellino del prezzo non c’era. E non c’è nemmeno oggi in crediti. A gennaio li ha ricostruiti chi ha letto i numeri che il sistema si fa sfuggire. E infatti c’è una proposta di causa. Una proposta collettiva. Niente è provato. In California conterà l’impressione lasciata a chi comprava. E ovviamente si chiede l’obbligo di scriverlo chiaro.

E poi c’è chi ha provato a testare. Perché a giugno SemiAnalysis, un’azienda, ha comprato un abbonamento per tipo. E li ha bruciati con compiti di programmazione lunghi. E ovviamente ha scoperto che valgono di più dei 2.000 dollari di token. Che sono dati per scontati. È ovvio questo, lo sappiamo. I token costano molto di più se comprati singolarmente.

Però alla fine due misure serie. I risultati opposti. E nessuno è verificabile. Perché il contatore, sapete chi ce l’ha? Ce l’ha chi vende. E i token li definisce lui. Cache compresa. Per cui cambia la definizione. Il piano si accorcia, ma il prezzo rimane uguale. Cioè in poche parole, è come se comprassimo dei litri di qualcosa. Senza sapere quanto è grande il litro. Quanti token a settimana per piano. Se scende si scrive quando.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Abbonamenti #Limiti #Token

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.