Lo stesso robot che in fabbrica monta una portiera, con un software diverso, porta munizioni sotto il fuoco. E in Cina lo dicono senza giri di parole. Le tecnologie per mandare gli umanoidi sul campo di battaglia ci sono già.
E il salto è più corto di quello che sembra, perché un umanoide da magazzino ha batterie, sensori, e un modello che guarda e decide dove mettere il piede. E per farne una cosa militare non c’è mica da rifare tutto. Cambia cosa gli metti in mano e cosa gli dici di fare.
Io questi modelli li faccio girare da mesi sui miei server, in casa, staccati da internet, li uso tutti i giorni. Quello che vedo mi basta per non ridere per niente quando qualcuno dice che siamo lontani.
Anche perché un robot lo fermi alla dogana. Gli Stati Uniti lo hanno già fatto, hanno già messo gli umanoidi cinesi tra le apparecchiature che non entrano più. Ma un file di pesi si copia in 10 minuti, è già su migliaia di dischi, dentro reti chiuse che nessun ispettore aprirà mai. E mentre discutiamo di dogane, la parte che decide passa via cavo.
E l’Europa in questa partita purtroppo compra. Compra i corpi, compra il software che li fa muovere. Ogni volta che compra, rinuncia a scrivere come si comportano per davvero.
E su una cosa la linea è già scritta e va tenuta ferma. Cioè, su chi si spara decide una persona e risponde una persona, non una macchina. Già vale per i droni, vale ancora di più per una macchina che cammina e che sul campo si trova davanti qualcuno che non era nel modello.
Perché una macchina che dipende dal software di qualcun altro è una macchina che qualcun altro può fermare. In un magazzino ti blocca la produzione. In mezzo a un campo di battaglia decide quando smette di difenderti.
Voi cosa ne pensate?
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