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207 – Molti pensano di aver capito cos’è l’Intelligenza Artificiale

Molti pensano di aver capito cos’è l’Intelligenza Artificiale, ma spesso non è così. Qui vi spiego cos’è in modo semplice e per tutti.

Molte persone pensano di aver capito cos’è l’AI perché la vedono parlare, scrivere, rispondere. Seguitemi fino alla fine, che chiarisco una confusione enorme, che riguarda parole usate male e decisioni delegate senza rendersene conto.

La prima parola che porta fuori strada è “algoritmo”. Gli algoritmi sono una sequenza di istruzioni chiare: se succede A, fai B. Se il valore supera una soglia, blocca. Se manca un dato, fermati. Questo è il modo in cui funzionano i software tradizionali. È prevedibile, è ripetibile, a parità di condizioni il risultato è sempre lo stesso.

E poi c’è una seconda parola sbagliata che crea confusione: “automazione”. L’automazione predefinisce, decide prima cosa deve succedere. L’AI, invece, decide mentre agisce. Non esegue una decisione già scritta, produce una decisione sul momento.

E voi, cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.