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188 – Se non controlli il tuo sito, l’AI controlla la tua reputazione

Se non controlli il tuo sito, l’AI controlla la tua reputazione

Oggi l’obiettivo non è “avere un sito”, l’obiettivo è decidere cosa l’intelligenza artificiale dice di noi. Seguitemi fino alla fine che vi lascio un test rapido per capire se il vostro sito sta lavorando per voi.

Noi chiediamo sempre più spesso informazioni direttamente all’AI, chi è questa persona, che azienda è, se è affidabile, se è aggiornata. L’AI risponde usando quello che trova online e l’intelligenza artificiale prende soprattutto dal web la sua conoscenza riusabile. I social contano, ma sono chiusi, instabili, difficili da leggere in modo completo, un sito resta, è indicizzabile, è archiviabile, è una fonte stabile.

Qui negli Stati Uniti la differenza si vede già, chi ha siti ricchi e aggiornati viene descritto meglio anche dagli strumenti di ricerca con AI. Più contesto leggibile porta a risposte più precise. Una persona chiede all’AI informazioni su di voi e se trova un sito fermo da anni, con due frasi generiche, la risposta sarà generica. Se trova un sito vivo, con contenuti chiari, casi reali, domande e risposte, aggiornamenti e contatti seri, la risposta sarà più ricca e più corretta.

Anni fa avevo scritto The Back Home Strategy per dire una cosa netta, quando tutti correvano sui social la casa digitale restava il web. Oggi pesa ancora di più, perché il sito è anche la base con cui l’AI costruisce la vostra immagine.

Cosa fare quindi. Aprite il vostro sito e controllate la data dell’ultimo aggiornamento, contate quante pagine spiegano davvero cosa fate, con esempi e dettagli, senza slogan. Create una pagina FAQ con le dieci domande che vi fanno sempre clienti e giornalisti, aggiungete una pagina “Chi siamo” con competenze, processi, aree di lavoro, riferimenti verificabili, pubblicate un aggiornamento al mese, anche breve, ma concreto.

Se le conoscevate già, condividete il video, se non le conoscevate, condividetelo lo stesso. Se volete restare aggiornati, cliccate su segui.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.