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137 – Se non facciamo questa cosa, ci ruberanno WhatsApp

Se non facciamo questa cosa, ci ruberanno WhatsApp.

Una volta dentro scriveranno a tutti i nostri amici fingendo di essere noi: “Mi mandi quel codice che ti ho girato per sbaglio?”. Da lì parte la truffa. Seguitemi fino alla fine, perché in due minuti vi spiego come evitarla.

Succede così: qualcuno prova ad accedere al tuo WhatsApp su un altro telefono. L’app invia un codice di verifica a 6 cifre al tuo numero. Poi ti scrivono fingendo di essere un amico o un conoscente e ti chiedono proprio quel codice. Tu lo mandi pensando che non ci sia nulla di male e in quel momento perdi l’account. WhatsApp crede che il nuovo telefono sia tuo, ti disconnette e loro entrano al posto tuo.

Da lì inizia il vero problema. Scrivono ai tuoi contatti con la tua foto e il tuo nome, chiedono soldi, inviano link truffa, fanno credere di essere te. Ogni persona che risponde rischia di cadere nella stessa trappola. È un effetto domino che si diffonde in poche ore.

Per evitarlo basta attivare una funzione che quasi nessuno conosce: la verifica in due passaggi. È un PIN a 6 cifre scelto da te, richiesto ogni volta che il tuo numero viene registrato su un nuovo telefono. Anche se un truffatore ottiene il codice di verifica, senza quel PIN non potrà entrare.

Nel video vi spiego come attivarla. Ci vogliono meno di due minuti.

Ogni settimana la Polizia Postale riceve centinaia di denunce per furti di account WhatsApp, e quasi tutti sarebbero evitabili con questa semplice funzione.

Non aspettare che ti arrivi quel messaggio: “Mi mandi il codice che ti ho inviato per sbaglio?”. Attiva ora la verifica in due passaggi. Due minuti per farlo, mesi di problemi evitati.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.