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79 – 120.000 Dollari l’anno senza lavorare

120.000 Dollari l’anno senza lavorare.

Un assegno da 120.000 dollari l’anno, ogni anno, per il solo fatto di esistere. È l’idea che l’ex ricercatore di OpenAI Miles Brundage ha messo sul tavolo: grazie all’AI, dice, un reddito universale da 10.000 dollari al mese potrebbe diventare realtà.

Qui negli Stati Uniti il concetto di Universal Basic Income non è nuovo. Musk, Altman, Zuckerberg lo hanno già invocato come paracadute contro i posti di lavoro divorati dalle macchine. Ma la cifra di cui parla Brundage non è un sussidio: è quasi il doppio del salario medio americano, che oggi si aggira sui 63.000 dollari l’anno.

Il problema è evidente. Con un reddito così alto senza muovere un dito, il rischio è spegnere la spinta al lavoro, alla creatività, alla partecipazione sociale. Non si tratta solo di soldi, si tratta di dignità. Ridurci a spettatori mantenuti dalle macchine significa rinunciare a una parte essenziale della nostra identità.

Eppure l’alternativa non è meno dura. Senza un sostegno reale, milioni di persone espulse dal mercato del lavoro dall’automazione si troverebbero senza futuro, e il conflitto sociale diventerebbe inevitabile.

Il calcolo, poi, è spietato: un UBI da 120.000 dollari per ogni adulto americano costerebbe oltre 31 trilioni di dollari l’anno. Più dell’intero PIL degli Stati Uniti. Numeri che oggi rendono la proposta insostenibile.

Forse l’idea di Brundage non è un piano, ma una provocazione. Ci ricorda che l’AI non sta solo cambiando il lavoro: sta ridisegnando il patto sociale. E ci obbliga a decidere se vogliamo essere cittadini con un ruolo, o semplici beneficiari di un bonifico.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.