Scarica la mia App gratis

L’intelligenza artificiale vede quello che noi non riusciamo a vedere.

I ricercatori dell’Ospedale Universitario di Losanna hanno appena presentato un sistema che legge le ecografie polmonari direttamente dallo smartphone, diagnosticando la tubercolosi con una precisione mai vista prima.

Si chiama ULTR-AI e unisce tre modelli differenti per analizzare e identificare segni invisibili all’occhio umano.
Lo hanno testato su più di 500 pazienti e ha centrato il 93% delle diagnosi positive, superando gli esperti umani del 9%.

È una svolta vera, perché la tubercolosi è in aumento e, nelle zone più povere, i test tradizionali sono troppo costosi o difficili da eseguire.
Questa tecnologia invece funziona in tempo reale sul cellulare e permette anche a operatori poco esperti di ottenere risultati affidabili direttamente sul campo, lontano dagli ospedali.

Il futuro della medicina sarà sempre più nelle mani dell’AI.
E forse dovremmo iniziare a fidarci di più delle macchine che ci aiutano a vedere meglio quello che ci sfugge.

Link

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.