Scarica la mia App gratis

250 – Diffondere un deepfake adesso è un reato. Fino a cinque anni di carcere

Vi ho raccontato più volte dei danni dei deepfake, e la situazione continua a peggiorare. Volti rubati per le truffe, voci clonate per i ricatti, video falsi di persone normalissime che si ritrovano in giro contenuti mai registrati.

Adesso in Italia diffondere questi contenuti è diventato un reato specifico. Siamo il primo paese dell’Unione Europea ad averlo fatto, con la legge sull’Intelligenza Artificiale entrata in vigore a ottobre. Come sapete ho contribuito alla scrittura di questa legge e su questo passaggio abbiamo discusso a lungo.

Se qualcuno diffonde senza consenso immagini, video o voci create o alterate con l’AI, e quel contenuto sembra vero e provoca un danno ingiusto a una persona, rischia da uno a cinque anni di carcere. Serve la denuncia della vittima, tranne quando la vittima è un minore o un pubblico ufficiale, e in quei casi si procede d’ufficio.

Poi c’è un’aggravante generale. Se usi l’AI per commettere altri reati, la pena aumenta.

Qui negli Stati Uniti esiste una legge federale solo sulle immagini intime non consensuali, per il resto ogni Stato fa da sé.

La tecnologia corre più veloce delle regole, lo sappiamo. Però adesso chi usa la nostra faccia o la nostra voce per farci del male risponde con il carcere. E vale per tutti, anche per chi condivide.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Deepfake #AIAct #Reati

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.