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90 – Ha trasformato un proiettile in una voce globale, grazie al digitale

Ha trasformato un proiettile in una voce globale, grazie al digitale

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#MalalaYousafzai nasce a Mingora, in Pakistan, in una valle dove i talebani vietano alle ragazze di studiare. Lei non accetta. A 11 anni inizia a scrivere un blog per la BBC con uno pseudonimo. Usa internet come scudo: racconta la paura, i divieti, la vita quotidiana sotto il regime. È il digitale a darle il primo spazio di libertà.

Poi arriva il colpo di fucile. Nel 2012, a 15 anni, viene ferita alla testa mentre torna da scuola. Doveva finire tutto lì. Invece la sua voce si amplifica. Sopravvive, viene curata in Inghilterra e il mondo digitale esplode: hashtag, campagne online, video virali. Da singola ragazza diventa simbolo condiviso in tempo reale, sostenuta da milioni di persone.

Il conflitto è netto. I talebani volevano il silenzio, internet lo trasforma in rumore globale. Malala usa piattaforme, conferenze trasmesse in streaming, libri diffusi ovunque, per far passare il suo messaggio.

Il ritorno con il dono passa anche qui a New York. Nel 2013 parla alle Nazioni Unite nel “Malala Day”, con un discorso diffuso in diretta mondiale. Nel 2014 vince il Nobel per la Pace, la più giovane di sempre. La sua battaglia per l’istruzione delle ragazze non resta confinata al Pakistan: diventa patrimonio globale grazie alla potenza del digitale.

Malala parte come una ragazzina che voleva studiare. Torna come un’eroina che, con internet e i media digitali, ha reso universale il diritto all’istruzione.

#MalalaYousafzai

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.