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87 – L’uomo che ha regalato il web al mondo

L’uomo che ha regalato il web al mondo.

✅ Questo video è offerto da: https://www.longwave.it/

Purtroppo molti confondono il web con internet. Internet esisteva già, era la rete di computer. Ma il web è quel mondo fatto di pagine, che usiamo attraverso i browser tipo Chrome o Edge. È quello che usiamo ogni giorno per navigare, leggere notizie, fare acquisti, connetterci. Ma è un’invenzione precisa ed è solo un pezzo del mondo di internet. Così ho pensato di raccontarvi la storia di chi lo ha creato e cosa ha fatto: #TimBernersLee

Allora, per cercare tra gli articoli scientifici, bisognava usare Gopher, un sistema grezzo e macchinoso, che rendeva ogni ricerca una fatica.

Siamo al CERN di Ginevra, nel 1989. Tim è un giovane ingegnere britannico. Si accorge che i ricercatori hanno montagne di dati ma non riescono a scambiarseli in modo semplice. Non inventa tutto da zero: prende spunto dagli ipertesti, che già esistevano nei sistemi offline, e crea un meta-linguaggio, l’HTML, per portare la stessa logica nel mondo online e collegare i contenuti tra loro. È così che nasce il World Wide Web.

La posta in gioco era enorme: il web poteva nascere libero, o poteva diventare l’ennesimo prodotto chiuso nelle mani di chi voleva farci soldi sopra. Tim sceglie la strada opposta. Nel 1993 rilascia il codice del World Wide Web libero, senza brevetti e senza licenze. Rinuncia a miliardi per garantire che fosse di tutti. È il suo atto eroico: il ritorno con il dono.

Oggi Berners-Lee insegna al MIT qui negli Stati Uniti. Continua a ricordarci che il web è nato come spazio aperto, non come una piattaforma dominata da pochi.

Tim parte come un ingegnere con un problema tecnico da risolvere. Torna come l’eroe che ha consegnato al mondo la più grande infrastruttura di libertà digitale della storia.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.