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70 – Siamo i copiaincollatori delle AI

Siamo i copiaincollatori delle AI.

Non so voi, noi lo vediamo ogni giorno. Doveva liberarci, invece l’intelligenza artificiale ci ha incatenati. ChatGPT ci scrive un testo. Noi lo copiamo e lo incolliamo su Gamma.app. Finito lì? No. Copiamo di nuovo e incolliamo tutto su Google Slides.

Scriviamo un testo a mano, chiediamo a ChatGPT il fact checking. Lui lo sistema, noi copiamo e incolliamo. Poi lo portiamo dentro un progetto per creare i prompt dei microdocumentari. Copiamo, incolliamo ancora. Siamo i copianicollatori della AI.

Gli agenti esistono, certo. Ma per queste cose funzionano ancora male. Soprattutto quando il compito è qualcosa che si fa una volta sola nella vita. Lì non hanno pattern, non hanno memoria. E allora siamo più veloci e più bravi noi con i nostri copia-incolla.

Quando diciamo di “usare l’AI”, alla fine siamo solo dei copianicollatori. “Ho usato l’AI per scrivere questo documento” spesso significa solo: “Ho copia-incollato un testo dalla AI dentro questo documento”.

Non stiamo decidendo, non stiamo creando. Stiamo solo spostando pezzi da una finestra all’altra. Una catena di montaggio digitale. La macchina lavora, noi facciamo i manovali. È un ribaltamento assurdo: non siamo più padroni degli strumenti, siamo diventati i loro assistenti.

La verità è che stiamo inventando un nuovo mestiere: quello dei copia-incolla umani. Trasportatori di output, confermatori di ordini. Portiamo la responsabilità senza provare la soddisfazione.

E qui sta la trappola. L’AI sembra autonoma, ma senza di noi non cammina. Ci costringe a perdere tempo, a diventare gli schiavi invisibili che rendono possibile la sua illusione di indipendenza.

Quanto ancora resteremo braccianti digitali?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.