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418 – PER CONTARE NELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON SERVE PIÙ ESSERE ESPERTI, ABBIAMO PARIS HILTON

Quando ho letto che fra i 100 più influenti del mondo nell’Intelligenza Artificiale c’è Paris Hilton, si tratta della lista annuale del TIME, quella dei 100 nomi che contano nell’AI. E accanto a lei ci sono Bernie Sanders, Ben Affleck e Erin Brockovich.

E vado a vedere perché c’è. E non c’è per un modello, non c’è per un’azienda, non c’è per una ricerca, c’è per l’attivismo sulle leggi contro i deepfake. Brava, però allora mettila in una classifica dei più influenti contro i deepfake. Perché altrimenti la prossima volta che fa una campagna contro gli incidenti domestici rischiano di darle il Nobel per la fisica.

Una lista di influenti nell’AI dovrebbe avere chi la fa, chi la conosce bene, chi passa le giornate a capire come funziona un sistema, dove sbaglia, chi ha aziende grandi nel settore, dove perde i dati, quando è pericoloso. Ecco, lì mica entra in classifica.

E che serve a far approvare una norma contro i deepfake? Va benissimo, così ci mancherebbe davvero. Però il problema arriva dopo. Perché le regole poi bisogna scriverle nel dettaglio. E il dettaglio è tecnico. Cosa si può addestrare? Su quali dati? Con quale tracciamento? Chi risponde quando il sistema decide da solo? E una campagna mica basta, serve qualcuno che quei sistemi li ha aperti, li conosce. Sennò la prossima la facciamo scrivere a Paris Hilton.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Influenza #Deepfake #Regolamentazione

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.