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415 – BILL GATES: NESSUNO SI STA PREPARANDO A QUELLO CHE L’AI FARÀ AL LAVORO

Bill Gates scrive che la transizione all’Intelligenza Artificiale sarà uno dei periodi più turbolenti della storia umana, e non perché la tecnologia sbaglierà qualcosa, ma perché arriverà prima che qualcuno abbia deciso cosa fare.

Lo mette in un saggio nuovo, lo dice il cofondatore di Microsoft, mica un tipo che ha paura dei computer. In sostanza dice di non vedere prove sufficienti che i leader politici, gli esperti e le comunità stiano affrontando in modo adeguato le conseguenze di quello che sta arrivando. Non che non le vedano, ma che non le stiano prendendo abbastanza sul serio.

E la lista di quello che vede lui è preoccupante: vede lavoratori sostituiti in parecchi settori dell’economia, meno assunzioni per chi entra adesso nel mondo del lavoro, governi costretti a ripensare da capo il lavoro, e poi problemi con l’istruzione e i sistemi di protezione sociale. Lui dice che questa cosa, cioè l’AI, può diventare il più grande strumento di eguaglianza mai inventato, oppure la peggiore fonte di ingiustizia. E tutte e due le strade sono aperte, secondo lui. Cambia solo chi decide e quando.

E vedete, quello che in fondo chiede sono organismi nazionali nuovi e istituzioni internazionali che coordinino le risposte dei governi. Vedete, ma un’istituzione internazionale si costruisce in anni? Certo, nel frattempo si possono influenzare le esistenti, però in realtà il cambiamento è più veloce delle istituzioni. Io come sapete faccio parte del comitato della Presidenza del Consiglio italiana per l’aggiornamento della strategia 2027-2028 dell’AI e lì ci sono persone che queste cose le hanno chiaramente in mente. Così come il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio ce l’ha chiarissimo, proprio perché ci ha dato questo incarico. Però non tutti i paesi sono così.

E i paesi che nel mondo non fanno niente vedono saltare il pezzo che salta per primo, quello in basso: le posizioni di partenza, i lavori dove si impara il mestiere sbagliando prima di diventare bravo. Tolti quelli non si perde un posto, si perde il modo in cui si diventa capaci. E infatti l’istruzione è nella sua lista delle cose da riscrivere.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Lavoro #Futuro #Disuguaglianza

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.