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414 – NON HO MAI VENDUTO UN NFT, E MI È COSTATO CARISSIMO, VOLONTARIAMENTE!

Allora io non ho mai venduto un NFT e mi è costato parecchio, però volontariamente. Qui c’è un tema reputazionale che vale per tutti e ve lo spiego.

In 35 anni di digitale avrei potuto fare parecchi milioni extra. Bastava vendervi, per esempio, NFT, corsi basati sul nulla, pezzi di metaverso. Vi ricordate? E poi un ops, scusate, non pensavo che il mercato crollasse, non avevo proprio idea. E però lo avete visto fare: gente con tanti follower, tante visualizzazioni, considerata brava da alcuni, hanno incassato. Hanno incassato e il mercato poi è sparito, i soldi buttati via erano i vostri e loro invece sono ancora lì con i vostri soldi.

Vedete, il mercato dei creator supera i 250 miliardi di dollari al 2026 e raddoppierà entro il 2030. Sono 200 milioni le persone che si definiscono creator. In Italia sono a circa 425 milioni di euro, più il 10,4% peraltro che cresce ogni anno, e 25.000 imprese legate a questo, il 185% in più rispetto a 10 anni fa. E sembra il momento perfetto per avere tanti follower e vendere tante schifezze.

Però se guardiamo bene, i dati ci dicono un’altra cosa. Allora le Celebrity, quelle sopra i 3 milioni di follower, perdono compensi per il terzo anno di fila: -9,5% su Instagram, -8,6% su TikTok. Il 63,2% di loro su Instagram ha perso seguito. I Mid-Tier, quelli fra i 100.000 e 300.000 follower, invece crescono del 17,7% e hanno un tasso di interazione del 4,56%, quasi 3 volte l’1,61% delle Celebrity. Quindi se comprate pubblicità dai creator, guardate l’interazione, non solo il numero sotto la faccia, e soprattutto guardate la reputazione: cosa hanno venduto in giro fino a ieri.

Insomma, la direzione in cui stiamo andando è che le persone hanno bisogno di altre persone di cui fidarsi, non prendi e scappa, non profili finti generati dall’Intelligenza Artificiale, perché adesso ci sono anche quelli.

Vedete, in questi anni non ho mica costruito solo i 2,5 milioni di follower che ho sui vari social. Quelli li compra chiunque, li possono gonfiare. Ho costruito il fatto che quando vi dico una cosa, voi ci credete. Ed è quella lì l’unica cosa che conta, l’unica cosa a cui bisogna fare attenzione, l’unica cosa da rispettare, l’unica cosa da curare: non bisogna tradire la fiducia di chi vi segue, ed è la cosa più importante di tutte oggi nel 2026. Altro che i follower, altro che fare soldi vendendo robacce.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Reputazione #Creator #Fiducia

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.