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244 – Attenzione! Oggi online possono farci credere che una certa idea sia condivisa da “tutti”

Attenzione! Oggi online possono farci credere che una certa idea sia condivisa da “tutti”, anche quando non lo è

Migliaia di commenti a supporto. E altrettanti like. Uno pensa che quel contenuto sia apprezzato e condiviso da molti e si fa un’idea di conseguenza. Ma oggi è facile falsificare quel tipo di consenso da parte di chi vuole influenzare le persone, perché con l’Intelligenza Artificiale a parlare non sono persone ma reti di agenti autonomi che scrivono, rispondono, litigano, applaudono, attaccano, ventiquattr’ore su ventiquattr’ore.

Il consenso diventa una cosa imitabile. Leggiamo cento commenti uguali, vediamo mille like, ci sembra che l’aria sia quella. Molti si adeguano. Altri stanno zitti. Altri si arrabbiano.

Ci sono strumenti disponibili a tutti che permettono di creare reti di agenti autonomi che possono riempire social e forum di profili credibili, con foto, storie, linguaggio naturale, errori umani, battute, rabbia, perfino tenerezza. E i post possono essere a loro volta migliaia. Non serve inventare una grande bugia mediatica come una volta. Oggi basta spingere piccole frasi sempre nello stesso verso.

Chi controlla queste reti può indirizzarle pro o contro quel che vuole. Addirittura facendo arrivare un post a un gruppo di persone, un altro post a un altro gruppo. La manipolazione oggi è diventata scalabile e personalizzata. E trovare chi c’è dietro è difficile: una campagna distribuita su migliaia di nodi e piattaforme rende lenta l’attribuzione e difficile trovare i manipolatori dietro.

Oggi conta solo la reputazione di una singola persona identificabile. Servirebbero nuove leggi globali sulla tracciabilità delle campagne coordinate, sugli obblighi di trasparenza per chi usa reti di agenti autonomi per influenzare opinione pubblica e processi democratici. Ma a quanto pare non frega niente a nessuno… soprattutto ai big che possiedono le piattaforme.

Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.