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235 – Indifendibile! Capo ChatGPT sull’AI: “anche crescere un figlio consuma energia e acqua”

Indifendibile! Il capo di ChatGPT sull’AI: “anche crescere un figlio consuma energia e acqua”

Sam Altman ha trovato un modo per rispondere alle critiche sui consumi dell’Intelligenza Artificiale: paragonarla agli esseri umani. Parlando a un evento organizzato da The Indian Express durante un summit sull’AI in India, il CEO di OpenAI ha detto che addestrare un essere umano per vent’anni costa parecchio, quindi il confronto con ChatGPT è più equilibrato di quanto sembra.

Però dai, un essere umano vive, lavora, crea, si riproduce, contribuisce alla società in modi che nessun sistema probabilistico può replicare. Ridurre una vita umana a un costo energetico di addestramento è un esercizio retorico, non un confronto scientifico.

Le voci sui 64 litri d’acqua per ogni query Altman le ha definite completamente false, senza alcun collegamento con la realtà. Google ha pubblicato le cifre per le query di Gemini: 0,24 watt-ora di energia e 0,26 millilitri d’acqua. La stima dei 64 litri viene da una ricerca dell’Università della California che stimava circa 500 millilitri ogni 5-10 query, includendo non solo l’acqua diretta del data center ma anche quella usata dalle centrali elettriche che alimentano i server. Una metodologia discussa, ma rimasta l’unico riferimento pubblico disponibile, perché le aziende non sono obbligate a pubblicare i propri dati.

L’impatto energetico complessivo è reale. La via d’uscita, secondo Altman, passa da nucleare, eolico e solare. Secondo la IEA, i data center globali hanno consumato circa 415 terawattora, circa l’1,5% dell’elettricità mondiale. Le proiezioni indicano quasi il raddoppio entro il 2030. Una query di ChatGPT consuma circa dieci volte l’energia di una ricerca Google.

Purtroppo non esistono obblighi legali che costringano le aziende tech a dichiarare quanta energia e acqua consumano i loro data center. I dati circolano attraverso stime indipendenti. Le aziende possono smentire qualsiasi cifra senza essere tenute a fornire le proprie. Quando Altman dice che i 64 litri sono falsi, può avere ragione sui numeri. Ma sta chiedendo di fidarci della sua parola su dati che non è obbligato a rendere pubblici.

I data center continuano a far salire i prezzi dell’elettricità nelle aree circostanti. Un impatto concreto e misurabile, che nessuna metafora di umani può migliorare. Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.