Sanno tutto di noi. Non è intuizione. Sono database rubati.
Lo sento dire spesso: come fanno a sapere il mio numero di telefono, che sono amico di quella persona, la mia email o il mio indirizzo? La risposta è sempre la stessa e quasi nessuno la vuole sentire: molto probabilmente quei dati sono già finiti online dentro database rubati.
Noi immaginiamo il truffatore come qualcuno che ci osserva, ci studia e ci spia. La realtà è più banale e più inquietante: i dati circolano, girano da anni e passano di mano in mano; vengono copiati, venduti e incrociati. Chi truffa spesso non sa nulla di noi come persone; sa solo leggere un database.
Il grosso è stato Equifax, qui negli USA: nel 2017 vengono rubati i dati personali di circa 147 milioni di cittadini. Quei dati non spariscono; restano in circolazione ancora oggi, vengono riutilizzati, combinati con altri archivi e arricchiti.
Succede anche con i servizi che usiamo ogni giorno. Nel 2021 è emerso che da Facebook sono usciti i dati di oltre 500 milioni di utenti: numeri di telefono, email, città e relazioni.
Il meccanismo è semplice: un’azienda raccoglie i dati per offrire un servizio; poi avviene un errore, una falla o una cattiva gestione della sicurezza. Il database viene copiato e finisce in forum chiusi, poi in marketplace accessibili con pochi dollari.
Con l’Intelligenza Artificiale è un attimo dire: trovami tutti i dati di Mario Rossi negli archivi che ti carico.
Fate una prova: esiste un servizio, Have I Been Pwned, che permette di verificare se una nostra email o un numero siano comparsi in violazioni note. Scommetto che ci siete anche voi; fatemelo sapere nei commenti se vi trovate lì dentro.
Quando riceviamo un messaggio che sembra scritto apposta per noi, non dobbiamo chiederci come abbiano fatto a scoprirci, ma accettare che qualcuno, da qualche parte, ha già avuto accesso a pezzi della nostra vita digitale.
Per questo servono consapevolezza, controllo e meno fiducia automatica. I nostri dati comunque non spariscono, ma almeno possiamo smettere di pensare che siano solo nostri. Consapevolezza e mal comune, mezzo gaudio.











