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182 – Alzheimer culturale, scelta ed energia.

Alzheimer culturale, scelta ed energia. I tre campanelli d’allarme che pochi considerano.

Viviamo immersi nella tecnologia e pensiamo che i rischi arrivino dai robot. In realtà i segnali più importanti sono già qui e riguardano tutti. Seguitemi fino alla fine che vi spiego perché questi tre campanelli d’allarme toccano attenzione, libertà e perfino energia.

Il primo campanello d’allarme è l’“Alzheimer culturale”, cioè la perdita del focus. Non pianifichiamo più a lungo termine, viviamo in cicli brevissimi. I dati della University of California mostrano una caduta drastica della nostra attenzione: dai due minuti e mezzo del 2004 ai quarantasette secondi di oggi. Un cambiamento che pesa su scuola, lavoro e vita quotidiana. Qui negli Stati Uniti molti docenti raccontano studenti incapaci di restare su un compito per più di pochi istanti. In Italia, psicologi e pedagogisti osservano lo stesso effetto sulle famiglie. Se non riusciamo più a pensare in prospettiva, perdiamo la capacità di costruire futuro.

Il secondo campanello riguarda la fine della scelta. Gli algoritmi selezionano ciò che vediamo, chi seguiamo, cosa ci emoziona. Le piattaforme studiano i nostri comportamenti e li usano per decidere al posto nostro. Non servono scenari fantascientifici, succede mentre scorriamo un feed o apriamo un video. Negli Stati Uniti gli studi mostrano come la personalizzazione estrema spinga gruppi diversi di cittadini a vivere in realtà informative separate. E quando l’Intelligenza Artificiale corregge costantemente le nostre decisioni, il libero arbitrio diventa fragile. È un problema concreto per le famiglie, per i ragazzi e per chi lavora con i dati.

Il terzo campanello è l’energia. Ogni richiesta all’Intelligenza Artificiale consuma molte più risorse di una ricerca web tradizionale. Una domanda a ChatGPT richiede fino a dieci volte l’energia di una query Google. Negli Stati Uniti le utility stanno già studiando l’impatto dei data center sulle reti elettriche. In Europa gli operatori segnalano che la domanda cresce più velocemente dell’offerta. Il punto è semplice: chi controllerà l’energia controllerà anche l’intelligenza. Senza autonomia energetica non esiste autonomia tecnologica.

Questi tre segnali ci dicono una cosa chiara. Il futuro dipende dal modo in cui gestiamo attenzione, libertà e risorse. Cosa ne pensate voi? Lo vedete già nella vostra vita quotidiana, in famiglia, a scuola o al lavoro? Scrivetemelo nei commenti, perché i vostri esempi aiutano anche gli altri a riconoscere questi campanelli d’allarme. E se vi sembra utile, condividete il video con qualcuno a cui tenete.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.