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153 – Altre parole dell’AI che non tutti conoscono

Altre parole dell’AI che non tutti conoscono

✅ Questo video è offerto da: https://www.ethicsprofile.ai

Ogni giorno si sentono parole legate alla IA, GPT, multimodalità, ma non tutti le conoscono e alcuni fanno finta di capire per non sembrare ignoranti, per cui ho pensato di spiegarvi in modo semplice il significato delle parole principali legate all’intelligenza artificiale. Se le conoscevate già, condividete il video. Se non le conoscevate, condividetelo lo stesso. 🙂

MULTIMODALITÀ si riferisce a un modello di AI che capisce e genera più forme di dati, sia testo sia immagini, audio, video. Può descrivere una foto, riassumere un audio, leggere un grafico e rispondervi a voce. Utile quando i formati si incrociano, rischiosa se scambiate confidenza per accuratezza.

COT CATENA DEL PENSIERO (CoT) è una tecnica di prompting: si chiede al modello di esplicitare i passaggi del ragionamento. Aiuta in logica e calcolo perché forza il modello a “mostrare il lavoro”. Ovviamente non è garanzia di verità, ma rende l’errore più leggibile, non lo elimina. Usatela quando serve trasparenza, non per gonfiare risposte banali.

GPT (da non confondere con ChatGTP) sta per Generative Pre-trained Transformer. È una famiglia di modelli basata sui transformer, pre-addestrata e poi adattata a compiti specifici. “GPT” non è sinonimo di “AI”, è una classe tecnica, con versioni e capacità diverse. Trattatelo come tecnologia, non come magia. Nome uguale, risultati diversi.

AI SLOP sono i contenuti generati con AI a basso sforzo e bassa qualità, prodotti in massa per riempire feed e ricerche. Segnali tipici: titoli riciclati, voce sintetica identica, immagini incoerenti, zero fonti, pubblicazione a raffica. È il nuovo spam dell’era generativa. Non premiatelo con click e condivisioni. Se lo incontrate: non condividete, segnalate, seguite fonti verificabili.

Alla fine, queste parole non servono per fare i tecnici. Servono per restare liberi. Chi controlla il linguaggio controlla la narrazione.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.