Scarica la mia App gratis

134 – La lampadina che dura da 120 anni

La lampadina che dura da 120 anni e il grande inganno dell’obsolescenza programmata

A Livermore, in California, una lampadina è accesa dal 1901. Si chiama Centennial Light e brilla da oltre 120 anni nella caserma dei Vigili del Fuoco n.6. È diventata un simbolo globale contro l’obsolescenza programmata: quella strategia industriale che progetta oggetti destinati a rompersi presto per obbligare i consumatori a ricomprare.

La sua durata non è un caso: fu costruita con un filamento di carbonio, in un’epoca in cui la priorità era la resistenza, non il profitto. Negli anni ’20, invece, i grandi produttori formarono il cartello Phoebus per limitare artificialmente la durata delle lampadine a 1.000 ore. General Electric, Osram, Philips: tutti d’accordo per vendere di più, non per durare di più.

Oggi molti dispositivi seguono la stessa logica. Smartphone, stampanti, elettrodomestici si rompono presto, sono difficili da riparare o rallentano con gli aggiornamenti. L’istituto tedesco Öko-Institut ha stimato che la durata media degli elettrodomestici in Europa è calata del 30% in vent’anni.

Alcuni paesi iniziano a reagire. In Francia l’obsolescenza programmata è un reato dal 2015. Apple è stata multata per aver rallentato i vecchi iPhone. Ma il problema è globale.

Cosa possiamo fare? Chiedere trasparenza sulla durata e sui ricambi, sostenere chi progetta prodotti riparabili, difendere il diritto alla riparazione, cambiare abitudini: meno spreco, più cura.

La Centennial Light continua a brillare. Non ha bisogno di aggiornamenti, eppure resiste. È la prova che un altro modello è possibile.

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.