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121 – Bambine su TikTok vestite da adulti

Bambine su TikTok vestite da adulti. Indovinate chi ci guadagna sopra miliardi?

Sul feed dei social ci sono bambine vestite da adulte che parlano di skincare, trucco e brand di lusso. Una scena che dovrebbe inquietarci, e invece viene normalizzata, scrollata come se fosse solo intrattenimento. Ma non è intrattenimento: è adultizzazione, ed è incredibile la catena di soggetti che ci stanno guadagnando sopra miliardi.

Seguitemi sino alla fine e vi spiego bene chi sono.

Prima però: se vi piacciono i miei contenuti, seguite subito il profilo. Altrimenti rischiate di non rivedermi più, per colpa dell’algoritmo di questo social.

I bambini non crescono più passo dopo passo, saltano l’infanzia. Dai cartoni a TikTok, dai giochi su YouTube ai reality degli influencer adulti. Nessun filtro, nessuna protezione. Qui negli Stati Uniti i dati sono già chiari: disturbi dell’immagine corporea, ansia e depressione colpiscono i più piccoli, persino alle elementari. Non è crescita precoce, è fragilità costruita da un sistema che monetizza ogni secondo della loro vita.

Scrivetemi nei commenti cosa ne pensate e condividete questo video: serve parlarne, perché riguarda tutti.

Dicevamo: chi ci guadagna davvero? Le piattaforme digitali, che trasformano i bambini in contenuti e a volte li pagano perfino. Gli account sono intestati ai genitori, e sono loro a incassare. Ed è incredibile ma spesso sono proprio i genitori a spingere i figli davanti alla telecamera, a sfruttarli come piccoli influencer. Poi ci sono i brand, che piazzano prodotti da adulti sui più piccoli.

Paesi come l’Italia hanno regole per tutelare i minori, ma troppo spesso piattaforme e genitori se ne fregano. Meno male che esistono realtà come Telefono Azzurro, la Polizia Postale o il Garante per la Privacy che fanno di tutto per evitarlo, ma purtroppo il fenomeno continua.

I bambini stanno perdendo l’infanzia. E mentre loro pagano, piattaforme, aziende e persino genitori incassano miliardi.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.