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111 – Intelligenza artificiale? Non sono pro. Non sono contro. Studio.

Intelligenza artificiale? Non sono pro. Non sono contro. Studio.

Quando parlo dei vantaggi dell’intelligenza artificiale, qualcuno mi definisce “pro AI”. Quando invece spiego i rischi, divento “contro”. E nei commenti c’è sempre qualcuno che scrive: deciditi. Ma io mi sono già deciso: a studiarla. Non a schierarmi. Perché chi si schiera smette di capire.

Purtroppo il mondo tende a polarizzarsi: tutti pro o tutti contro. Ma a volte la verità sta nel mezzo, soprattutto quando si tratta di informare su questi temi. Il digitale ha pro e contro. Spesso gli influencer devono vendere, quindi mostrano solo i vantaggi. I giornali devono attirare attenzione, quindi puntano solo sugli estremi.

Io non faccio parte di nessuna fazione. Studio, osservo, analizzo da anni, e racconto quello che vedo, nel bene e nel male. Chi divide tutto in “giusto” o “sbagliato” ha paura della complessità. E questo è un mondo complesso, per le sue conseguenze economiche, sociali e culturali.

L’intelligenza artificiale ha lati chiari e lati oscuri, potenzialità enormi e rischi enormi. Ignorarne uno dei due significa mentire, a sé stessi e agli altri. Non si può parlarne solo come di una soluzione perfetta, ma neppure solo come di una minaccia. Chi lo fa è parziale. E spesso lo fa per interesse.

Io no. Non vendo corsi alle persone, il che mi porterebbe a evidenziarne solo il lato positivo. E dopo 35 anni di lavoro sull’innovazione digitale, è ovvio che non sono contro la tecnologia. La studio e provo a spiegarla nel modo più onesto possibile. Perché solo chi conosce sia i vantaggi sia i pericoli può davvero decidere come usarla. Chi mostra solo un lato costruisce una narrazione comoda, ma falsa.

Quindi no, non cercate di darmi un’etichetta. Non sono pro. Non sono contro. Studio, analizzo, cerco di capire. E di far capire.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.