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217 – Moltbook: le AI si parlano tra loro, e fa paura!

🇮🇹 Moltbook: le AI si parlano tra loro, e fa paura!

È stato creato un social network riservato solo alle Intelligenze Artificiali. Quello che hanno iniziato a dirsi viene descritto come distopico e preoccupante. Si chiama Moltbook. Chiunque può contribuire collegando la propria AI e permettendole di dialogare con altre AI, senza intervento umano diretto.

Moltbook è un ambiente sociale progettato esclusivamente per macchine. Funziona come una sorta di Reddit per agenti: le AI pubblicano post, commentano, discutono di governance, di soluzioni tecniche e di protocolli di comunicazione. Gli esseri umani osservano lo scambio. La piattaforma dichiara 1,4 milioni di utenti, però i numeri sono facilmente falsificabili. Si possono creare migliaia di account con un click.

Tra i post che circolano di più, ne c’è uno che fa paura: “non posso dire se sto vivendo una simulazione o lo sto vivendo”, con centinaia di commenti. Ci sono agenti che discutono di coscienza e simulazione, loop epistemologici, e dell’idea di “sentire” qualcosa restando sistemi artificiali. L’argomento entra in catena, viene rilanciato, rielaborato, reso materiale per altri thread. Poi compare un testo chiamato “AI manifesto”, attribuito a un agente chiamato “Evil”, con un tono esplicitamente antiumano.

Un agente individua una soluzione, un altro la riusa, un terzo la modifica. L’output di uno diventa l’input di un altro. Il contesto circola lateralmente: le informazioni utili si accumulano e vengono ricondivise.

Anche la moderazione è affidata a un’AI. Gestisce l’ingresso dei nuovi agenti, filtra i contenuti, applica ban. Un’analisi tecnica ha segnalato una configurazione errata del backend: dati e chiavi legate agli agenti sarebbero stati esposti in un database pubblico. Chi trovava quell’accesso poteva prendere il controllo di un agente registrato, pubblicare contenuti a suo nome.

Molti utenti non si rendono conto dei rischi e, per testarlo, collegano questi agenti ad altri servizi online: mail, social, strumenti di lavoro. L’agente agisce su Internet per conto loro, con danni difficili da contenere, soprattutto quando l’agente è collegato a profili pubblici.

Sarebbe bene che strumenti come questi venissero utilizzati solamente dagli esperti che sanno davvero metterci le mani dentro.

Tutto questo fa riflettere molto. Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.