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Voi quale Italia amate?

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Noi italiani cresciuti in Italia, ma che abbiamo vissuto tanti anni all’estero, tendiamo ad essere innamorati dell’Italia.

Con un po’ di amici italiani, anche loro da 15/30 anni all’estero, ci siamo chiesti quale Italia amiamo, perché come sappiamo è piena di contraddizioni, di cose straordinarie ma anche di altre meno belle…

Allora abbiamo provato a spacchettarla. Ci sono:

GLI ITALIANI

Quelli che vivono in Italia e quelli che vivono anche loro all’estero.

IL TERRITORIO

Le Alpi, la campagna, il mare, le isole.

LO STATO

Quello che funziona e quello che non funziona.

E ci siamo chiesti cosa intendiamo quando diciamo che siamo innamorati dell’Italia.

Ma quale? Cosa ci piace e cosa no? Perché non ci piace tutta. C‘è chi adora gli italiani all’estero ma meno, in generale ovviamente, quelli in Italia.

Chi invece pensa che siano rimasti culturalmente indietro di 30 anni, sia in Italia sia fuori.

Chi adora il territorio e la sua bellezza inconfutabile, ma solo al sud, perché non ama le nuvole del nord. Chi solo al nord perché il sud, dice, è tenuto male.

Sullo Stato quasi tutti non provano un grande amore, a parte i suoi fondamenti e la Costituzione, ma per il resto, Governi compresi, lo ritengono invivibile.

Siccome eravamo solo una decina, ho pensato di chiedere a voi cosa intendete e a cosa vi riferite quando pensate di amare l’Italia…

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

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Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

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