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In fondo siamo già cyborg

In fondo siamo già cyborg, ovvero il risultato di un’ibridazione tra uomo e macchina.

Dopo Homo Erectus (l’uomo in piedi) e Homo Sapiens (l’uomo che sa; l’uomo che iniziò ad usare il fuoco, strumenti di lavoro e comunicazione, ecc.), ora è l’era del nuovo homo cyber (l’uomo connesso ai computer).

Dopotutto gli apparecchi acustici sono protesi tecnologiche che collaborano costantemente col nostro corpo.

Gli occhiali sono delle protesi tecnologiche. Oggi aiutano addirittura gli ipovedenti a riconoscere gli oggetti, grazie a microcamere connesse allo smartphone, che invia ciò che vede a una AI che ne riconosce il contenuto e lo restituisce sotto forma di spiegazione audio riprodotta dagli occhiali stessi.

Oppure le protesi alle gambe, sempre più tecnologiche e in grado di far camminare chi non ne era più in grado.

Tutto però assume caratteristiche molto diverse quando si tratta di microchip impiantati nel corpo. Alcuni, per ora poco intelligenti, permettono di aprire il cancello, sbloccare il telefonino o effettuare pagamenti.

Cosa succederà quando, invece di essere semplicemente sensori o trasmettitori, le protesi inizieranno a prendere decisioni autonome? Al momento, potrebbe sembrare impensabile che le persone possano scegliere di delegare ad un’intelligenza artificiale decisioni così importanti come le azioni del proprio corpo. Tuttavia, quando ciò porterà a una maggiore comodità, esiste il rischio che diventi una scelta comune.

E occuparcene solo allora sarà troppo tardi.

Dobbiamo fare qualcosa adesso.

In fondo siamo gia cyborg 1
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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.