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Perché non dirlo anche ai miei amici che mi seguono?

Raccontavo questo al mio vicino di sedile in aereo e ho pensato “perché non dirlo anche ai miei amici che mi seguono?”. Magari non frega niente a nessuno, ma siamo qui per chiacchierare anche di cose personali, di pensieri in libertà, no?

Rientro ora da uno speech che ho fatto in Svizzera, domani ne ho uno a Londra, settimana prossima uno a Firenze, e avanti così per i prossimi mesi.

Pensavo che tutto ciò sia bellissimo perché ho sognato a lungo di poter ricominciare a farlo, soprattutto quando non si poteva viaggiare. Perché adoro parlare in pubblico, avere un rapporto diretto con le persone. Mi piace spiegare, insegnare, vederle felici di capire finalmente cose che pensavano di non voler/poter capire.

Sono in un periodo fortunato perché nel mio team non c’è nessuna figura commerciale e tutte le richieste dalle aziende arrivano solo spontaneamente, quindi da gente/aziende che davvero mi vogliono, senza che nessuno abbia promosso nulla. E di solito quando arrivo a un evento questo lo sento chiaramente ed è molto gratificante per l’anima e per il cuore.

Ora faccio un pisolino. Ci risentiamo a destinazione ❤️

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.