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Meme coin, scommesse truccate!

Meme coin, scommesse truccate!

Le meme coin sono strumenti perfetti per arricchire pochi furbi e impoverire migliaia di investitori ignari. Ma chi è il vero responsabile di questa bolla speculativa? Solo chi le crea o anche chi le compra?

Solo un mese fa, Donald Trump ha lanciato la sua criptovaluta $TRUMP, facendo schizzare la sua capitalizzazione di mercato a oltre 50 miliardi di dollari. Il trucco? L’80% dei token era nelle mani delle sue aziende, lasciando ai piccoli investitori solo le briciole. Il prezzo è passato da 6 a 70 dollari, rendendo Trump un miliardario nel settore cripto.

Non contenta, anche Melania Trump ha lanciato la sua moneta, $MELANIA, arrivata a 2 miliardi di capitalizzazione. Ma il sogno è durato poco: in meno di un mese il valore è crollato. $TRUMP è scesa da 80 a 15 dollari e $MELANIA da 15 a 1 dollaro, bruciando i risparmi di centinaia di migliaia di investitori.

50 investitori iniziali hanno guadagnato circa 10 milioni di dollari ciascuno. 200.000 persone hanno perso tutto. Per ogni dollaro guadagnato dagli sviluppatori, gli investitori ne hanno persi 20.

È una truffa? No, perché tecnicamente non è illegale. Dovrebbe essere illegale. Dovremmo pretendere che tutto ciò diventi illegale.

Le meme coin non sono un investimento, sono una scommessa da casinò. E, come sempre, la casa vince. Questo fenomeno è pericoloso perché:
Concentra la ricchezza in poche mani, a scapito di chi ci crede. Permette finanziamenti opachi a politici e imprenditori senza controllo. Aumenta la volatilità del mercato, creando bolle speculative che esplodono sulle spalle dei piccoli risparmiatori.

In Europa, il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation) sta cercando di mettere un freno a questi giochi, ma negli Stati Uniti il settore è ancora una giungla senza regole. Le istituzioni che dovrebbero proteggere i cittadini, come il Consumer Financial Protection Bureau, sono state svuotate di poteri, lasciando il campo libero a queste speculazioni.

Non solo chi crea le meme coin, ma anche chi le compra. Perché? Perché ogni volta che qualcuno acquista una meme coin sperando di rivenderla a un prezzo più alto, contribuisce al gioco dei pochi che guadagnano a spese di tutti. È lo stesso meccanismo delle catene di Sant’Antonio: i primi si arricchiscono, gli ultimi restano con il cerino in mano.

Comprare meme coin senza capirne i rischi è come buttarsi in un fiume infestato di squali sperando che non abbiano fame. E la realtà è che hanno sempre fame.

Il mito delle criptovalute che rendono tutti ricchi è una favola. Certo, ci sono progetti validi e tecnologie interessanti, ma le meme coin non rientrano tra questi. Se un giorno vediamo un politico o un influencer lanciare la sua criptovaluta, ricordiamoci una cosa: l’unico che ci guadagnerà è lui.

E mentre qualcuno ride con il conto in banca pieno, migliaia di persone si ritrovano con niente in mano. Pensiamoci due volte prima di investire in una scommessa truccata.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

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Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.