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La guerra è appena iniziata

GPTzero nasce per riconoscere i testi creati automaticamente dall’intelligenza artificiale GPT.
La guerra è appena iniziata.

Poi ci sono altre criticità, come la centralità di GPT alla base di molte app che vengono utilizzate per produrre contenuti e codice. Se GPT dovesse essere compromessa, influenzata o qualunque tipo di interferenza, lo sarebbero anche migliaia di applicazioni e di conseguenza un ordine di grandezza in più di contenuti. Un vero pericolo per il “sistema mondo”.

Un’altra criticità è la sostenibilità. Attualmente le API di GPT sono a pagamento, a consumo. Quindi la maggior parte delle applicazioni costruite su GPT ha come modelli di business i pay-per-use o quando va bene ad abbonamento con dei limiti.

Al momento sono app frammentate, ognuna per una singola micro-esigenza: quella per fare le slide, quella per i testi specifici, quella per togliere lo sfondo delle immagini, quella per colorarle…

Quanto mediamente le useremo davvero?

Sarà sostenibile chiedere all’utente medio di spendere 15 euro al mese per ogni app?
Ci sarà una mega app facttotum?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.