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Dobbiamo indossare un nuova pelle, quella digitale

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Il mondo è cambiato e noi dobbiamo indossare una nuova pelle, quella digitale.
Parlo di lavoro, di vita e di opportunità.

Un tempo si emigrava.
Si facevano le valigie e si mollava tutto per cercare fortuna in terre lontane, diverse da quelle in cui siamo cresciuti.

Oggi invece non serve emigrare fisicamente perché possiamo farlo digitalmente.
Si può vivere in una terra povera e guadagnare grazie a un lavoro che si fa per qualcuno che vive nell’economia di un Paese ricco. Spesso il potere di acquisto di chi lavora così è molto vantaggioso.

Gli affari, si sa, sono fatti di persone.
Un tempo serviva conoscere fisicamente le persone per creare nuove opportunità.

Oggi possiamo farlo digitalmente perché abbiamo a disposizione tantissimi siti che mettono in contatto offerta e domanda. Se hai il prodotto giusto, sai fare la cosa giusta, che serve, trovi chi te la compra.

Un tempo per imparare un nuovo mestiere si doveva studiare, sfogliare e leggere decine di volumi e manuali cartacei e poi fare pratica.

Oggi possiamo farlo digitalmente e si può imparare tutto e gratuitamente. Su YouTube ci sono videocorsi su qualsiasi cosa. Non si diventerà un esperto in pochi giorni, ma le basi per iniziare ad affrontare una nuova professione sono lì, a disposizione di tutti.

Anche se sei in crisi perché il tuo mondo e il tuo lavoro non esistono più, puoi continuare a vivere dove vivi, ma lavorando nel mondo. Devi solo cercare su Google, per molto tempo, girando digitalmente molto, scrivendo, cercando, provando e riprovando.

Certo, lo so… Non vale per tutti purtroppo. C’è chi per varie ragioni non può fare altro e per questo lo Stato deve occuparsi di chi non ha alternative.

Ma per tutti gli altri il mondo è grande, è molto ricco e probabilmente ha bisogno di te!
È faticoso, ma bisogna solo andarselo a prendere.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.