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Ho accettato di fare il testimonial perché credo davvero nella loro utilità

Ho accettato di fare il testimonial della campagna “Punti Digitale Facile” perché credo davvero nella loro utilità. Da anni vi parlo di digitale e sapete quanto io tenga alla divulgazione, quella vera, senza secondi fini.

Più della metà degli italiani non ha nemmeno le competenze digitali di base, e spesso mancano luoghi in cui ricevere aiuto concreto. Ecco perché questi sportelli gratuiti sono così importanti: ne sono stati aperti ben 3000 in tutta Italia, con personale qualificato pronto a insegnarci a usare SPID, app, internet e perfino l’intelligenza artificiale.

Certo, sono sicuro che non sarà tutto perfetto: magari capiterà l’aiutante che non riuscirà a risolvere proprio tutti i problemi. Ma l’importante è che esista un servizio gratuito che solo lo Stato poteva garantire.

Insomma, se vogliamo davvero abbattere il gap digitale, questi punti fisici fanno la differenza tra restare indietro e vivere più facilmente.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.