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Nel digitale ci sono almeno tre livelli di futuro prevedibile

Nel digitale ci sono almeno tre livelli di futuro prevedibile:

1- Quello che succederà quasi con certezza.
2- Quello che gasa tutti al momento ma che non è detto che succeda.
3- Quello che boh, non hai idea nemmeno di cosa sia e poi di colpo appare e diventa mainstream in poco tempo.

I livelli 1 e 3 sono facili e possiamo farci poco.
Il problema è il livello 2.

Come prevedere se è solo un hype che morirà o se poi diventerà mainstream?

C’è solo un modo. Un unico modo per beccarci all’80%. Avere una profonda conoscenza di tutto il resto. Da cos’è un bit e un byte, ai linguaggi di programmazione, sino ad arrivare ai modelli di business, compresa la storia della Rete e delle sue company. Ancora meglio se è stata vissuta.

Altrimenti le probabilità di farsi tirare dentro dal livello 2 e beccarci non più del 5% sono altissime.

Vedete, il punto è che nessuno si mette a fare previsioni sul futuro della fisica molecolare. Mentre nel digitale, siccome hanno un telefono in mano e sanno pubblicare sui social, l’effetto Dunning Kruger dà il suo meglio.

Ecco perché di solito c’è uno che dice: “Ehi, occhio a questo!” e di là millemila che scrivono “Ma che stai a dì, boomer!”.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.