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Perché il digitale è indispensabile

Conoscere gli strumenti digitali è essenziale per la crescita dell’Italia.

Quando si parla di andamento economico del Paese, livelli occupazionali, questioni legate al reddito, è importante capire e far capire che sono temi ormai intrinsecamente legati alla trasformazione digitale. Perché?

Perché il digitale ci serve per trovare lavoro e per non perdere quello che abbiamo: nel prossimo futuro 9 impieghi su 10 richiederanno competenze digitali, dice uno studio UE.

Perché ci consente di accedere ai servizi pubblici, acquistare beni e servizi, effettuare pagamenti: nel 2022 abbiamo eseguito pagamenti digitali per 397 miliardi di euro.

Perché ci permette di spostarci, viaggiare, svolgere una serie di azioni quotidiane come ordinare cibo grazie a un’app: l’anno scorso le consegne a domicilio hanno generato un giro d’affari di 1,8 miliardi.

Perché ci dà modo di informarci, di interagire con gli altri e di accedere a forme di intrattenimento: gli italiani connessi a Internet sono quasi 51 milioni, quelli attivi sulle piattaforme social oltre 43 milioni. Chi non sa usare il digitale è fuori gioco: si chiama digital divide. Senza dimenticare che il mercato digitale, fatto di aziende innovative, genera ricchezza: quasi 77 miliardi di euro nel 2022.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.