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Italia e PA analogica

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L’Italia e la PA digitale si può fare solo spegnendo l’analogico, vietando per legge la carta, anche nel backend.
Oltre alla carta si devono eliminare tutte le eredità culturali analogiche, come il concetto di coda e soprattutto le “domande”.

Non si deve fare “domanda”. Si deve ricevere quanto di diritto, senza dover richiedere nulla. Ho diritto al bonus? Bene, domani trovo l’accredito sul mio conto corrente.

Il mondo analogico ci ha cresciuto pensando analogico.

Non serve un esperto per capire cosa è stato fatto e cosa no in questi anni. Facebook ha quasi 3 miliardi di utenti attivi al mese, e ognuno di loro fa cose che pesano ai server molto più di una richiesta burocratica. Eppure non bisogna mettersi in coda davanti al computer per pubblicare un video da 10MB!

Dobbiamo essere noi a volere l’Italia digitale!

Perché se ci mettiamo “in coda” davanti a un computer, significa che ci va bene un finto strato di “cartone digitale” sopra un’immutata Italia analogica in cui bisogna “fare domanda”.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.