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La reputazione dovrebbe essere IL metro di misura per tutto

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La reputazione dovrebbe essere IL metro di misura per tutto.

Invece viene sostituito dallo status o dalla fama. Se sei famoso, anche per cose poco edificanti, ti danno incredibilmente fiducia.

E così l’influencer che viene messa alla pubblica gogna per aver detto cose di cui vergognarsi, diventa famosa per averlo fatto e poi si aprono le porte.

L‘imprenditrice col cuore nel portafoglio, divenuta nota per le sue crudeltà, ora viene cercata da tutti.

Il famoso vip che ha un curriculum di reati che coprono mezzo codice penale, viene osannato e pagano per vederlo.

Il manager dell’importante azienda che nel lavoro si comporta con la stessa educazione di Tyson sul ring, non ha ripercussioni sul suo rating reputazionale.

Se la reputazione, il come ci si comporta, non è più una misura fondamentale di una persona, allora il baratro è vicino.
Quelli che si comportano bene vivranno la frustrazione di non poter spendere i propri “punti reputazionali” e saranno dissuasi dall’accumularli.
Quelli che si comportano male non avranno alcuna ripercussione perché sono tutti con pochi “punti reputazione” e il livello generale si abbassa, aprendo le porte anche a chi è in rosso coi punti.

Ecco perché se continuiamo così diventerà tutto sempre meno ospitale per chi si comporta bene…

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.