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458 – CHI NON CONOSCE IL MESTIERE PRENDE DALL’AI QUELLO CHE PRENDONO TUTTI

Terence Tao è il matematico più premiato al mondo e quando lui parla con ChatGPT, ChatGPT gli risponde in un altro modo. Stesso modello che usano tutti, ma ha risposte che la maggior parte delle persone non vedrà mai.

Vedete, fino a qualche anno fa, chi non sapeva scrivere il codice, per esempio, di una pagina web, chiedeva a un collega. Oggi lo si chiede al modello, all’Intelligenza Artificiale e in fondo viene fuori decente. Siamo diventati tutti generalisti. E infatti da qui nasce un’idea molto diffusa, cioè nel prompting non c’è nessuna abilità. Parliamo tutti alla stessa macchina. Chi lo fa di mestiere ottiene lo stesso di chi ha aperto ChatGPT stamattina.

Ma non è così. Ho letto la conversazione di Tao con ChatGPT, no? Parlano di una congettura matematica molto tecnica. Tao scrive frasi cortissime e il modello gli manda 3 paragrafi e lui risponde al nocciolo. E il modello cambia, si accorcia anche lui, smette di spiegare le cose da capo e parla. Come? Come si parla a un matematico. E quando una risposta non lo convince Tao scrive: “sembra più complicato di quanto speravo”. E la macchina si sposta. Poi le strade le sceglie lui. Il modello propone dove andare e Tao, quasi sempre, va da un’altra parte.

Letto così sembra un metodo. Frasi corte, strada propria. Si copia in 10 minuti, no? Però poi se lo fai non funziona. Perché Tao sa la matematica. Dentro 3 paragrafi di risposta riconosce l’idea buona. Vede subito quale passaggio suona storto. I trucchi vengono dopo.

E con il codice funziona uguale. Un programmatore che conosce il suo sistema a memoria può dire alla macchina: questa soluzione è troppo lunga. Oppure: questa cosa non la facciamo già da un’altra parte? Chi invece il sistema non lo conosce le dà il compito e prende quello che arriva, no? Certo, chi non conosce il campo qualcosa se lo porta a casa lo stesso, va benissimo. Ma è la stessa cosa che il modello dà a chiunque altro. Questo è il punto.

E con i modelli sempre più forti, la parte lenta, restiamo noi. Perché vedete, le risposte sono già dentro. E ci vuole uno che sappia il mestiere, a seconda di cosa si parla, per tirarla fuori.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Competenza #Prompting #Generalisti

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.