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455 – IN ITALIA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA COMPRA CHI AMMETTE DI NON ESSERE PRONTO

Solo 12 capi d’azienda su 100 in Italia si sentono pronti all’Intelligenza Artificiale, lo dice un nuovo studio di Adecco Group.

Oggi siamo diventati primi nella Pubblica Amministrazione digitale, primi nella regolamentazione, abbiamo fatto la prima legge europea sull’AI, primi nel Cyberumanesimo, ma poco preparati nel mondo aziendale. Le persone che dovrebbero usarli non cambiano e restano dove erano. Adecco lo chiama divario fra la corsa alla tecnologia e la preparazione del personale, io lo vedo ogni settimana nelle aziende che aiuto.

Gli abbonamenti all’AI ci sono, poi però chiedo chi li usa davvero e come e cala il silenzio. Chiedo anche quante ore di formazione hanno messo a bilancio, è spesso zero. E quando il corso c’è, spesso è un webinar di un’ora, magari fatto da un fuffaguru che fino all’altro ieri vendeva NFT e registrato magari l’anno scorso. I soldi per le licenze si trovano sempre, le ore per imparare a usarle no.

E quel 12% è una dichiarazione, sono loro che si danno il voto da soli e nelle stanze che vedo io sembra pure generoso. Vedete il divario? Sta dentro la stessa azienda, fra il piano di sopra che firma e il piano di sotto che dovrebbe usarla. Ci sono i governi che aiutano, come anche quello italiano che sta rispondendo con voucher e corsi, anche perché se un dipendente è impreparato, sbaglia un documento. Se un capo è impreparato, firma un contratto da milioni e decide chi in azienda serve ancora e chi no.

Gli altri 88 su 100 stanno decidendo adesso chi lavorerà qui fra 5 anni.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Formazione #DivarioDigitale #Impresa

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.