Solo 12 capi d’azienda su 100 in Italia si sentono pronti all’Intelligenza Artificiale, lo dice un nuovo studio di Adecco Group.
Oggi siamo diventati primi nella Pubblica Amministrazione digitale, primi nella regolamentazione, abbiamo fatto la prima legge europea sull’AI, primi nel Cyberumanesimo, ma poco preparati nel mondo aziendale. Le persone che dovrebbero usarli non cambiano e restano dove erano. Adecco lo chiama divario fra la corsa alla tecnologia e la preparazione del personale, io lo vedo ogni settimana nelle aziende che aiuto.
Gli abbonamenti all’AI ci sono, poi però chiedo chi li usa davvero e come e cala il silenzio. Chiedo anche quante ore di formazione hanno messo a bilancio, è spesso zero. E quando il corso c’è, spesso è un webinar di un’ora, magari fatto da un fuffaguru che fino all’altro ieri vendeva NFT e registrato magari l’anno scorso. I soldi per le licenze si trovano sempre, le ore per imparare a usarle no.
E quel 12% è una dichiarazione, sono loro che si danno il voto da soli e nelle stanze che vedo io sembra pure generoso. Vedete il divario? Sta dentro la stessa azienda, fra il piano di sopra che firma e il piano di sotto che dovrebbe usarla. Ci sono i governi che aiutano, come anche quello italiano che sta rispondendo con voucher e corsi, anche perché se un dipendente è impreparato, sbaglia un documento. Se un capo è impreparato, firma un contratto da milioni e decide chi in azienda serve ancora e chi no.
Gli altri 88 su 100 stanno decidendo adesso chi lavorerà qui fra 5 anni.
Voi cosa ne pensate?
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