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451 – UN ESERCITO DI PROFILI FINTI DISCUTE DI POLITICA SENZA NESSUNO DIETRO

Quasi 80.000 persone seguivano dei profili social senza che nessuno scrivesse nulla. Li apriva un software che decideva da solo cosa dire e nessuno lo comandava. Si spacciavano per americani qualunque, gente delle grandi città con le loro opinioni, taggavano i giornalisti e i politici sotto i post, rilanciavano i meme del momento e rispondevano nelle discussioni. Ma dietro non c’era nessuno.

Erano attivi nella prima metà di quest’anno e la campagna arrivava da Teheran. Le opinioni erano tutte contro il Partito Repubblicano. Lo raccontano funzionari americani e ricercatori di sicurezza, non persone di parte. E questo può succedere in qualsiasi paese del mondo. È cambiato tutto. L’Intelligenza Artificiale permette ai bot di parlare come se fossero persone vere. Non sono più messaggi copia e incolla tutti uguali, riconoscibili.

Fino a ieri una fabbrica di troll era una stanza con delle persone pagate a post. C’erano i turni, gli stipendi da pagare. Adesso non c’è più nessuno di fisico. Il software si apre i profili da solo. Se li tiene vivi per mesi. E si costruisce un seguito di persone vere. È chiaro, qua negli Stati Uniti si preoccupano per le elezioni di metà mandato. Ma chi si occupa di sicurezza, come me, vede un pezzo di software che discute di politica nel mondo americano, in questo caso. Tutto il giorno viene pagato da un altro paese.

L’anno prossimo ci saranno le elezioni in Italia. E l’ultima cosa che vogliamo fare è essere influenzati da paesi stranieri che non ci vogliono bene. Pensate che poi hanno identificato anche due campagne di spionaggio che arrivano da aziende private israeliane. Una l’ha montata quest’estate IntelEye, una società di Tel Aviv nata nel 2023. E a fondarla sono stati degli ex dipendenti di NSO. Cioè l’azienda di spyware finita nella lista nera degli Stati Uniti. E loro dicono che erano solo dei test.

Ma vedete, un test vuol dire che la cosa funziona. E una cosa che funziona si vende. Un governo invece se la deve organizzare. Un’azienda te la fattura. E chi la compra? Mica lo scrive che l’ha comprata, da nessuna parte. Quindi qualcuno magari ci risponde male sotto un post. Magari ci fa arrabbiare per mezz’ora. E può darsi che dall’altra parte non ci sia nessuno. Solo un software a noleggio. Pagato da qualcuno che non conosciamo. Per farci litigare tra di noi. Per spostare l’idea, per spostare i risultati delle elezioni.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Bot #Disinformazione #Elezioni

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.