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448 – COME APPARIRE NELLE RISPOSTE DELLE AI CON LA VOSTRA AZIENDA

Una volta bisognava essere nella prima pagina dei risultati di Google e per cercare di ottenerlo si usavano varie tecniche SEO. Oggi invece le persone cercano dentro le chat dell’Intelligenza Artificiale e quando si tratta dell’AI di Google Search valgono quasi i posizionamenti di prima. Ma quando vi cercano su ChatGPT, Claude o altri, le cose cambiano. Se uno cerca “miglior produttore di finestre in Italia”, se producete finestre vorrete che l’AI risponda che siete voi. O almeno anche voi.

Eh, ma come fare? Allora, la prima cosa da sapere è che quando chiedete a una chat AI qual è il prodotto migliore per voi, i nomi lui ce li ha già in testa prima ancora di rispondere. E 86 volte su 100 quei nomi lì sono esattamente la risposta che poi arriva a tutti. Nessuno li aveva mica nominati nella domanda, li ha portati lui. Poi dopo va a cercare, se insistete, la ricerca gli serve soprattutto a confermare poi alla fine la lista che aveva già in mente.

Una società che vende strumenti di monitoraggio, Searchable, ha guardato 90.000 fonti usate dall’AI a luglio. Uno chiede a Claude il software di selezione del personale più economico per le agenzie, e Claude parte da solo con 3 marchi. E quei 3 lì hanno già vinto. E voi se non siete fra quelli, state giocando una partita che è finita prima ancora di cominciare. Questa è la verità.

Quando poi cerca, perché non è mica sempre, “Miglior CRM 2026” va a cercarlo 9 volte su 10. “Zendesk contro Intercom” una volta su 7. E “come scelgo un CRM”, una su 34. Questo per avere un’idea. Quando guarda, mica guarda dove pensate voi. Il 63% delle pagine che apre corrisponde ai risultati di Brave, non Google. Google si ferma al 34%. 10 anni di posizionamento su Google per finire nell’indice poi di qualcun altro. Per cui prima cosa, per apparire su Claude, dovete prima apparire su Brave. Siete indicizzati su Brave?

La cosa buona è che dentro i primi 10 risultati la posizione non conta quasi niente. La terza viene letta quanto l’ottava. L’undicesima non viene aperta mai. Chi paga per salire da settimo a terzo per Claude, paga per stare fermo. E poi il vostro sito lavora a metà. Cioè quando Claude apre una pagina del vostro dominio, la usa nel 31,6% dei casi, secondo l’analisi. ChatGPT nel 60,9. Un pezzo di stampa nazionale invece se lo tiene nel 52% delle volte. E i forum tipo Reddit nell’8,3%.

La parte migliore di come fanno sta scritta nel loro stesso documento. Cioè quelli che vendono il monitoraggio ammettono che il monitoraggio, il loro compreso, misura soltanto le domande in cui Claude va a cercare, la minoranza. Su tutto il resto il cruscotto, come dire, è cieco. E sul locale, cioè attività locali, sta ancora peggio. Cioè ogni volta che hanno provato una domanda tipo “vicino a me”, Claude ha ricavato il posto dal fuso orario e ha risposto “sempre Londra, ovunque”. Per cui lì c’è poco da fare per ora. Quindi, in poche parole, se qualcuno vi vende un punteggio di visibilità locale su Claude, chiedetegli in che città crede che siate. E se vi risponde Londra, sapete già quanto valgono anche tutti gli altri numeri, tutti quelli che vi ha messo dentro l’idea, il cruscotto, l’offerta.

Comunque, nei prossimi giorni conto di pubblicare alcuni approfondimenti sul tema, perché è davvero importante.

#DecisioniArtificiali #MCC #SEO #Marketing #Visibilità

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.