Scarica la mia App gratis

434 – LE FONTI CHE ALIMENTANO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SI CAMBIANO DA FUORI

Per cambiare quello che un chatbot risponde, basta saper fare Search Engine Optimization, il caro vecchio SEO. Le stesse tecniche che per 20 anni sono servite a spingere un sito in cima ai risultati, oggi servono a spostare quello che una macchina considera vero. Stesso mestiere, stessi strumenti, stessi ragazzi che li vendono a pacchetto.

Un modello di Intelligenza Artificiale non ha una fonte sua, no? Cioè ha letto quello che trovava e quando va a cercare apre le pagine che stanno in alto. Chi decide cosa sta in alto ha già scritto metà della risposta. Scrivere pagine costa pochissimo, servono tempo, pazienza e qualcuno che sappia dove metterle ovviamente. Anche perché la stessa affermazione ripetuta in 20 posti diversi smette di sembrare l’opinione di qualcuno e comincia a sembrare la versione condivisa. Almeno questo è quello che il modello legge, interpreta.

Poi quelle pagine finiscono dentro il prossimo addestramento. E lì la cosa cambia natura perché una pagina online si può correggere, un modello già addestrato no. E quelle frasi restano dentro e continuano a uscire anche mesi dopo che il sito che le aveva scritte è sparito. Per cui apri i siti, crei pagine finte, contenuti che vengono poi indicizzati dalle AI. Insomma non serve bucare niente, non serve un gruppo di criminali informatici con la felpa, serve un blog, un po’ di link, e voglia di aspettare.

E intanto le aziende hanno cominciato a usare quelle risposte come se fossero ricerca. Il fornitore da scegliere, il concorrente da guardare, il mercato che tira. Si fanno domande alla chat e si prendono le risposte e magari si copiano dentro una presentazione. Si prendono decisioni, insomma nessuno chiede più da dove viene quel dato. Anche perché la chat mica lo dice di solito. Insomma per anni ci siamo raccontati che su internet bisogna verificare la fonte. Adesso la fonte ce l’ha in pancia la macchina, e non la vediamo. E chi ha già capito come si scrive lì dentro, mica ce lo viene a raccontare. Lo sappiamo in pochi, lo sanno in pochi. Questo è il punto.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #SEO #Disinformazione #Futuro

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.